FURNATURE

comment : Off

Al Salone del Mobile di due anni fa, i Recession Design esposero in quella che sarebbe stata poi consacrata come la cattedrale della autoproduzione – ovvero la Fabbrica del Vapore di Milano – uno dei progetti più interessanti di quell’affastellarsi operoso di progettualità diffuse e precarie. Era il manuale di “Design Faidate 2.0”: raccolta di una collezione di complementi per autoprogettazione in cui alcuni progettisti, di provenienza varia, illustravano – con tanto di istruzioni, tempi per la realizzazione e costi – come autocostruirsi “cose” a partire da semilavorati che si trovano in commercio in qualunque ferramenta: una lampada fatta con un secchiello, una poltrona fatta con un tubolare di ferro, etc. Il design c’era, autore delle istruzioni, ma l’idea era che tutti potessero accedere direttamente alla modificazione e produzione dei propri oggetti. La collezione furNATURE del duo italiano Sovrappensiero (Ernesto Iadevaia e Lorenzo De Rosa) fa un passo in avanti rispetto a quella bella idea e sposta il nodo dal tutti al ciascuno, dal ognidove al locale, dall’origine incontrollata alla destinazione progettata e propone una collezione di oggetti che è un simbolo perfetto dell’importanza strategica di un lavoro contemporaneo sul tema dei confini: simbolo anche in senso etimologico, perché tiene insieme poeticamente industria e natura. Se, infatti – dicono i Sovrappensiero – “gli oggetti di cui ci circondiamo sono frutto di un processo che coinvolge attori e spostamenti anche intercontinentali e quindi il legame che essi hanno con il mondo da cui provengono è poco leggibile e non ha risonanza nella realtà culturale di chi li possiede”, il loro sforzo è quello di lavorare sulle tipicità locali per trasformare quei famosi semilavorati di massa in pezzi non solo connotati dal completamento manuale dell’utente che li ha assemblati, ma anche da quello naturale specificatamente legato a un contesto. Oggetti anonimi e apolidi “ma custodi di una intelligenza funzionale, in grado di completarsi e attivarsi attraverso l’innesto di elementi naturali rinvenuti dall’utente in una specifica località e scelti secondo i propri gusti, i bisogni e il legame con il territorio”.